Emersi durante opere di restauro nella chiesa di S. Rocco, potrebbero essere di valore A Fraciscio "spuntano" affreschi

Campodolcino(g.l.p.) Potrebbero essere stati dipinti dal Macolino gli affreschi scoperti poco tempo fa nella chiesa di Fraciscio, a Campodolcino, dedicata a san Rocco. La sensazionale rivelazione attende di essere ancora confermata dalla Soprintendenza delle Belle Arti di Milano, anche se nel frattempo le ipotesi avanzate dagli esperti sembrano propendere verso la paternità di queste figure attribuite al celebre pittore che per anni lavorò con il figlio nella decorazione di molte tele e chiese della zona. La scoperta, come succede in questi casi, è avvenuta durante alcune opere di restauro. «Si stava lavorando per rinnovare alcuni dipinti che decorano il transetto - ha spiegato il parroco di Fraciscio, don Eugenio Bulanti -. Nella zona dell'abside sono comparse tracce riferibili a dipinti molto antichi, dedicati si presume a martiri. Abbiamo avvisato la Soprintendenza che ha sospeso i lavori in attesa di verificare meglio i disegni scoperti». La chiesa di San Rocco risale al 1474. In quell'anno venne edificata una cappella dedicata al patrono. Dal 1500 la cappella ha subito molte trasformazioni mentre il campanile è stato costruito nel 1798. Fu qui che don Luigi Guanella cominciò la sua vocazione di fede. Se gli affreschi fossero realmente del Macolino, la scoperta avrebbe una valenza notevole. Giovanni Battista Macolino visse nel Seicento probabilmente a Gualdera. Ebbe almeno cinque figli a Chiavenna. Tra le tante opere a lui attribuite figura anche la tela a olio del 1628, attualmente a Lierna. La sua produzione artistica fu molto ricca.