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Tratto dall'opuscolo "Sicuri a cercar funghi" a cura della Regione Lombardia e del Soccorso Alpino e Speleologico Lombardo
Il messaggio contenuto in questo semplice opuscolo vuole essere uno
spunto di riflessione per escursionisti ed appassionati cercatori; a questi
si ricorda l'obbligo d'informarsi presso le Amministrazioni Comunali e le
Comunità Montane, sulle disposizioni locali che disciplinano i periodi.
le
modalità ed i permessi di raccolta dei funghi.
Sicuri a cercar funghi - per chi e per quali problemi
La ricerca dei funghi è pratica assai diffusa che coinvolge un gran
numero
d'appassionati cercatori. non solo del "bottino", ma anche della
possibilità
di svago in ambiente naturale e rilassante.
Fatta eccezione per i cercatori professionisti. (peraltro assai pochi ma comunque
coinvolti anch'essi negli incidenti), e per quelli più esperti ed
incalliti. In giro per boschi s'incontrano perlopiù nutrite popolazioni
di
cercatori occasionali. Non di rado intere famiglie, impegnate in appassionati
weekend.
Sono molte le persone che si dedicano alla tranquilla passeggiata domenicale
senza possedere, una buona preparazione specifica.
Alcuni gruppi ed associazioni compiono da tempo azioni d'aggregazione ed educazione;
ad esempio è importante ricordare come il lavoro dei Gruppi
Micologici, da anni presenti sul territorio, abbia diffuso e migliorato
le conoscenze per micologi e micofagi.
Comunemente si continuano a considerare i problemi inerenti alla raccolta
dei funghi limitatamente al loro riconoscimento e non all'ambiente che si
frequenta.
Parlare di funghi significa parlare di bosco quindi di montagna e di terreno
impervio: spesso alcuni boschi assumono, per posizione, conformazione ed orografia,
i requisiti propri dell'ambiente impervio ed ostile.
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Senza negare che è possibile trovare funghi anche
lungo argini di fiumi e praterie, va sottolineato come il bosco costituisca
il loro habitat per eccellenza.
Ma quali boschi?
Si potrebbe rispondere: di tutti i tipi. Infatti il terreno dei cercatori
spazia dai boschi di latifoglie della bassa area collinare o pedemontana,
alle faggete di più alta quota fino ai boschi di aghifoglie che si
spingono sulle propaggini oramai tipicamente montane: pur nella più
totale diversificazione di habitat ed essenze, possiamo notare che alcuni
aspetti comuni risultano determinanti.
La posizione del bosco, ovvero lo distanza dal parcheggio o dall'abitato,
determina dei tempi più o meno lunghi di percorrenza che influiscono
sulla
resistenza fisica personale e sull'angoscia causata dall'isolamento.
L'accesso al bosco, che può avvenire su comoda mulattiera o, cosa assai
diversa, su sentiero impervio adatto solo ad esperti camminatori, gioca
anch'esso un ruolo importante.
L'orografia del terreno costituisce un aspetto che mai va trascurato; pendii
scoscesi, canali e balze rocciose devono essere considerati con lo massima
attenzione.
lI boschi che si sviluppano su terreni ortograficamente impervi mal si prestano,
ad esempio, alla frequentazione di gruppi familiari con bambini.
Lo stato del terreno che può essere bagnato per piogge recenti, scivoloso
per la presenza di fango o instabile per precarietà del suolo,non deve
mai essere
sottovalutato.
Ricordiamo che lo scivolata lungo un pendio o lo caduta da un risalto roccioso
possono risultare assai pericolose.
Percorrere un bosco che offre mulattiere e sentieri ben marcati è cosa
diversa
dall'attraversare un bosco oramai inselvatichito e senza alcuna traccia di
passaggio; nel secondo caso la camminata risulta difficoltosa ed è
facile la perdita d'orientamento.
Non va dimenticato che lo tendenza del cercatore di funghi è quella
di avventurarsi in zone umide e quindi scivolose perché, come ben si
sa, i terreni umidi sono il regno dei funghi.
Molti incidenti sono infatti avvenuti su versanti esposti a nord.
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La preparazione personale - di fisico e di testa
Andar per funghi significa spesso camminare
a lungo in ambienti difficili che
sottopongono l'escursionista straordinarie fatiche; le lunghe camminate
vanno affrontate solo con debito allenamento, così come i posti più
impervi
necessitano di passo fermo e sicuro per essere raggiunti.
Ma non basta, a volte, su pendii scoscesi o nell'attraversamento di balze
rocciose ed esposte è necessario mantenere lo giusta calma e concentrazione.
Farsi prendere dall'ansia o, peggio dal panico, potrebbe essere molto pericoloso.
Anche un bosco fitto può comunque sottoporre il cercatore a difficoltà
di marcia considerando che, di regola, vengono abbandonati i sentieri più
comodi per addentrarsi verso zone meno battute e più propizie alla
raccolta.
La sola presenza di sterpaglie, erba e foglie secche può dar luogo,
anche su terreni poco inclinati,a pericolose scivolate.
Una buona capacità di cammino ed un buon allenamento vanno sempre accompagnati
con un equipaggiamento idoneo: un vestiario appropriato, pantaloni lunghi,ma
soprattutto un buon paio di scarponi da montagna sono d'obbligo quanto l'uso
del cestino ed il rispetto delle regole vigenti!
L'uso di un bastone è un valido aiuto per ottimizzare le energie e
migliorare l'equilibrio.
Usare un abbigliamento dai colori mimetici può forse aiutare a non
far scoprire "la propria zona" ma aumenta in modo significativo
la difficoltà di essere individuati in caso d'incidente. Risulta indispensabile
consigliare quindi un abbigliamento che si discosti, anche senza esagerare,
dai colori della natura.
Ancora si sottolinea che la scivolata va considerata uno dei pericoli
maggiori per il cercatore di funghi: eventuali dubbi possono
essere cancellati constatando che Il 70% delle persone
decedute indossava stivali di gomma.
Certo lo stivale ripara bene dall'acqua, ma non offre alcun sostegno e stabilità
al piede che risulta libero di ruotare nel suo interno quando si cammina in
ambiente impervio, pertanto l'uso dello stivale è vivamente da sconsigliare
anche su terreni apparentemente poco impegnativi.
La protezione che può offrire lo stivale di gomma contro il morso delle
vipere (evento raro) non ne giustifica l'uso; un robusto pantalone lungo abbinato
a calze pesanti, costituisce un buon presidio in grado di ostacolare il morso
della vipera.
Va assolutamente evitato l'uso dei pantaloncini corti.
Nel bosco non è difficile perdere l'orientamento
specialmente in luoghi non ben conosciuti, in caso di nebbia od al sopraggiungere
dell'oscurità.
A volte saper leggere una carta topografica (prima di tutto bisogna possederla)
ed usare una bussola può risultare di grande utilità.
Mai va dimenticato che, in caso di smarrimento, è sempre consigliabile
ritornare sul propri passi finché si è in tempo evitando di
girovagare a caso.
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Meglio soli che male accompagnati - ... ma è sempre vero?
Quando lo raccolta dei funghi non è
praticata per pura passione o per scopi scientifici, la segretezza del luogo
frequentato può essere considerata una
necessità al punto che alcuni praticano lo ricerca rigorosamente soli.
Altri preferiscono andare soli per illegittimo piacere di rimanere in solitudine.
Non ci si dovrà dimenticare che, in mancanza di compagni, un piccolo
incidente può determinare situazioni difficili da controllare, ad esempio,
una banale frattura può irreparabilmente obbligare all'immobilità
ed alla conseguente impossibilità di chiamare soccorso.
Oramai sono diffusi ovunque sistemi personali di comunicazione quali cellulari
o radio ricetrasmittenti, ma va ricordato che affidarsi ciecamente a questi
apparati può risultare deludente poiché in montagna
sono ancora frequenti le aree "in ombra" e fuoricampo.
Senza escludere lo validità di poter utilizzare mezzi di comunicazione,
si dovrà considerare che uno buono compagnia potrà risolvere
molti problemi e che uno buona preparazione personale non dovrà mai
essere trascurata perché costituirà sempre lo miglior risorsa
in caso di necessità.
Altra buona regola da non trascurare consiste nel comunicare a
famigliari o conoscenti il luogo ed il percorso che s'intende seguire,
non variarlo,ed avvisare dell'avvenuto rientro o cosa.
Se non si volessero svelare segreti preziosi, ci sarà pure un amico
fidato in
grado di tener lo bocca chiusa.
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Cercar funghi - pericoli ed imprevisti
Non va mai dimenticato che i funghi possono
creare seri guai legati alla loro potenziale tossicità. I dati dimostrano
che questo problematica interessa ogni
anno diverse centinaio di persone, non mancando casi d'intossicazione mortale.
Il problema è tenuto sotto controllo dallo costante attività
di vigilanza degli Ispettorati Micologici delle Aziende Sanitarie Locali con
il supporto dei Laboratori
Micologici e dei Laboratori di Sanità Pubblica. Stranamente, ma allo
stesso modo incontestabilmente, gli incidenti, le scivolate o le cadute fanno
pesare, in termini di vittime,un bilancio assai più grave.
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Tossicità dei funghi - ... due brevi note
La prevenzione è un fatto di
cultura e per fortuna, da tempo, siamo abituati a considerare con attenzione
lo potenziale tossicità d'alcune specie fungine; esiste una completa
e diffusa letteratura in merito ed ancor di più, esistono gli strumenti
per far fronte all'esigenza.
Non serve l'aiuto del gatto e nemmeno l'uso del cucchiaino d'argento per distinguere
l'entoloma lividum (assai tossico) dalla Clitocybe - nebularis
"spinaro" (commestibile ricercata); per fortuna queste assurde
credenze sono oramai sfatate.
Solo una precisa conoscenza delle specie fungine, della loro
commestibilità o dei pericoli di tossicità, può evitare
seri problemi d'intossicazione all'incauto buongustaio.
In nessun caso vale la pena provare: il rischio è troppo
grande!.
Le Associazioni ed i Gruppi Micologici sono validi riferimenti per l'acquisizione
di quelle conoscenze indispensabili per diventare appassionati micologi competenti.
Nasce ora l'esigenza di diffondere una cultura altrettanto valida indirizzata
alla
prevenzione degli incidenti durante la ricerca che interessano potenzialmente
il
cercatore e questo semplice opuscolo vuole essere uno stimolo in tal senso.
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Una notte nel bosco - ne lupi ne streghe ma ...
Il bosco è un ambiente affascinante,
magico, non solo funghi ma alberi maestosi, erbe e fiori, animali selvatici
ed atmosfere coinvolgenti.
L'aria fresca del mattino, il sole che filtra tra le fronde, l'odore del muschio,
lo scricchiolio delle foglie secche.
Il bosco ti circonda e ti riempie di piacevoli sensazioni. A volte basta poco
per rompere l'incanto: la nebbia, l'imbrunire, la stanchezza e l'inevitabile
senso di smarrimento e d'ansia che prende il sopravvento.
Nel bosco non è difficile perdere l'orientamento fino a perdersi.
La capacità d'orientamento la si acquisisce con l'esperienza e la buona
conoscenza della zona evita di far perdere il sentiero, ma se ciò dovesse
succedere e sovente capita all'imbrunire, conviene sempre cercare di
ritornare sui propri passi evitando di girovagare a casaccio.
Una carta topografica, una pila frontale, potranno essere di grande utilità.
Si può perdere il sentiero, ma non bisogna mai perdere lo testa.
Trascorrere una notte nel bosco può essere un'esperienza piacevole,
sopportabile o drammatica: dipende da come la si affronta.
Se si è in compagnia l'esperienza sarà più facile. Conviene
cercare un posto tranquillo dove fermarsi, al riparo dal vento e dal freddo,
aspettando il mattino, tenendo conto che i soccorsi potrebbero già
essere attivati.
Ne lupi ne streghe ma solo la notte ci farà compagnia, non ci si dovrà
dimenticare, quando ci si riparerà dal freddo notturno, di lasciare
un segnale esterno, posizionandolo in modo stabile e ben visibile ai soccorritori.
Purtroppo sono successi anche casi di persone disperse che avevano trovato
un riparo ben nascosto ma che, avendo successivamente perso i sensi per cause
diverse, sono state ritrovate solo dopo alcuni giorni oramai in fin di vita.
Problemi ben maggiori possono determinarsi quando si subiscono infortuni anche
lievi,non si ha la possibilità di rimanere ben coperti ed asciutti
o, ancora peggio, in presenza di brutto tempo.
In montagna la perdita di calore può risultare molto pericolosa e portare
a casi
d'assideramento anche a basse quote.
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Il maltempo - se lo conosci lo eviti
Le manifestazioni di maltempo che possono
coinvolgere il cercatore di funghi non sono così gravi come quelle
che interessano chi affronta, ad esempio, l'alta montagna, tuttavia non va
dimenticato che alcuni fenomeni possono creare condizioni ambientali molto
critiche.
Prima d'intraprendere un'escursione lunga ed impegnativa è
sempre bene ascoltare Il bollettino meteorologico.
La nebbia : presente in montagna in qualunque stagione,
compromette
notevolmente la possibilità d'orientamento; fuori dal sentiero, nel
bosco con
nebbia fitta, tutti gli alberi sembrano uguali.
In caso di nebbia fitta, una buona conoscenza della zona sarà il miglior
requisito di sicurezza, diversamente se si è in grado di ritornare
bene, altrimenti sarà opportuno fermarsi ed attendere i soccorsi.
Vento e freddo: anche in pieno estate ed a quote non particolarmente
elevate, si possono riscontrare bruschi abbassa menti di temperatura.
L'effetto del vento aumenta in modo drastico la perdita di calore del corpo
umano. Bagnati, mal vestiti, con lunghi tempi d'esposizione, e magari anche
traumatizzati, è possibile subire cali termici con temperature di parecchi
gradi sopra lo zero termico, e solo un buon abbigliamento potrà evitare
guai.
Pioggia e grandine improvvise possono sorprendere il cercatore
di funghi e
quando l'intensità è particolarmente violenta sono riscontrabili
seri problemi, ad esempio, nell'attraversamento di canali e torrenti.
A causa della formazione di fango i sentieri lastricati e le rocce diventano
particolarmente scivolosi.
Il fulmine, fenomeno tipico dei temporali estivi, costituisce
un pericolo assai
temibile.
Attenersi alle previsioni meteorologiche è la prevenzione migliore:
di fronte al fulmine l'uomo è pressochè impotente.
Se si venisse sorpresi da un temporale con fulmini sarà bene evitare
di rimanere in vicinanza di alberi o spuntoni di roccia isolati, meglio abbandonare
cime o creste affilate per preferire zone piane od uniformi.
Se ci si ripara sotto strapiombi o all'interno di anfratti è bene controllare
che non siano percorsi da rivoli d'acqua che possono condurre pericolose scariche
elettriche ed in ogni caso non ci si dovrà mai appoggiare alla parete.
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Animali ed insetti - feroci e velenosi?
Il timore di fare brutti incontri nei nostri boschi con animali
feroci, lupi, orsi e
quant'altro, pesca più nella fantasia che nella realtà. I casi
di aggressione sono pressoché sconosciuti e lo fatica che bisogna fare
per ammirare queste bestie è assai grande.
Esistono invece animali ed insetti, apparentemente in offensivi ma più
subdoli, in grado di creare seri problemi.
Ad esempio le punture di vespe e calabroni possono essere
molto pericolose, a maggior ragione, se contratte da persone sensibili od
allergiche ai loro veleni.
Sarebbe opportuno che ognuno conoscesse precauzionalmente le proprie condizioni
di salute e che tutti evitassero il contatto con questi insetti, ad esempio
controllando bene il terreno su cui si cammina.
In caso d'attacchi violenti il rimedio migliore da mettere in atto è
quello di rivolgersi al più presto ad un centro di Pronto Soccorso.
La vipera, ofide velenoso presente negli ambienti più
disparati, ha subito nel
tempo pregiudizi e credenze sbagliate.
Va notato che a fronte di parecchie centinaia di morsicature che si registrano
ogni anno in Italia, i casi mortali sono estremamente rari.
La sua pericolosità non va comunque trascurata soprattutto per quanto
riguarda i bambini e le persone particolarmente debilitate.
Dalla primavera all'autunno lo si può trovare nelle radure dei boschi,
sui pendii cespugliosi e cosparsi di sassi,vicino ai torrenti, in prossimità
di muretti e case diroccate; anche se apparentemente aggressiva, lo vipera
morsica per auto-difesa.
Buona regola sarà portare sempre pantaloni lunghi, non raccogliere
funghi
o frutti di sotto bosco senza aver ispezionato prima lo zona, non infilare
mai
le mani negli anfratti dei muri o sotto le pietre, non abbandonare zaini e
vestiario sui muretti a secco o sui sassi. Il morso di vipera si distingue
da quello di altri ofidi innocui per lo presenza di due fori profondi nella
pelle distanti 6 - 8 millimetri.
Dopo l'evento, lo comparsa di edema duro e dolente, in rapida progressione,
si accompagna a dolore locale intenso, dolori muscolari,vomito ed altro.
La ferita non va incisa cosÌ, come si raccomandava un tempo, è
sconsigliato l'uso del siero antiofidico al di fuori del!'ambiente ospedaliero.
La sieroterapia, infatti,espone il malcapitato a rischi di reazioni allergiche
gravissime(shock anafìlattico) che possono risultare rapidamente mortali
se non affrontate in ospedale.
In caso di morsicatura è buona norma disinfettare lo ferita quindi,fasciare
l'arto con una benda elastica di compressione in grado di rallentare lo diffusione
in circolo del veleno.
Luso del laccio emostatico è sconsigliato. Chi è stato morsicato
deve evitare, nel limite del possibile, di compiere lunghe camminate. Il ricovero
ospedaliero tempestivo è d'obbligo.
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Autosoccorso - un sacco magico
Se l'uso del cestino è d'obbligo per una buona conservazione
dei funghi raccolti
(nel rispetto delle regole vigenti), un piccolo zaino ben organizzato lo è
per far fronte ad imprevisti inattesi (nel rispetto del buon senso).
Pensare preventivamente a come poter affrontare una situazione critica, aumenta
il nostro margine di sicurezza. In caso di necessità, lo zaino sarà
un prezioso bagaglio dal quale poter estrarre un piccolo kit di pronto soccorso
(cerotto, disinfettante, garza sterile e benda elastica), un coltello multiuso,
un maglione, una giacca impermeabile ed antivento, una pila frontale, cibo
e bevande di ristoro.
Utile in caso d'emergenza sarà il telo termico (foglio leggero di materiale
plastico
alluminizzato) ed un sacco grande della spazzatura (come sacco a pelo d'emergenza).
Con poco peso sulle spalle si è in grado di risolvere molti problemi.
Soprattutto le bevande non dovranno mai essere dimenticate perché essenziali
per combattere la stanchezza.
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