avero

Foto e articolo di Enrico Minotti  

                                                                                              Avero

Il territorio, il paesaggio trasformato dall’antropizzazione, l’originalità, ciò che è quasi nascosto, non ostentato, e soprattutto quello che non è cambiato nel tempo sono le maggiori bellezze della valle Spluga. L’alpe di Avero ben rappresenta questa premessa. Invisibile dal fondo valle, raggiungibile solo a piedi lungo il versante meridionale del Pizzo Stella, sorge al centro dell’omonima e soliva conca. E’costituita da una cinquantina di baite, molte delle quali perfettamente ristrutturate, nel pieno rispetto della tradizione ed esempio di un patrimonio rurale da conservare assolutamente. Sono presenti nel nucleo, diverse baite costruite con l’originale  e remota tecnica ad incastro detta del “Carden”, anche conosciuta come “Blockhaus”, particolare stile architettonico diffuso nell’intero arco alpino dalle popolazioni Walser di origine germanica.

                        Il percorso classico ha inizio dal comodo parcheggio nei pressi del cimitero di Fraciscio. Ci lasciamo alle spalle l’abitato in direzione sud attraversando il torrente “Rabbiosa”, raggiungendo la bella “torbiera” di Mottala e quindi la località di Gualdera. Sin qui è possibile arrivare anche in auto ed eventualmente, previo acquisto del permesso di transito presso i ristoranti “La Montanina” e “Miramonti”, proseguire sulla strada consortile sino al parcheggio nei pressi del motto di Bondeno. Consiglio a chi fosse dotato di un buon allenamento di evitare la comodità della strada e di usare il sentiero, così da assaporare la sensazione di “montagna” che il silenzio e il magnifico bosco di larici, ci trasmettono. Strepitosa la vista offerta dal motto di Bondeno, autentico belvedere sul gruppo delle Camosciere a occidente. A nord-ovest le più alte cime della valle, dal pizzo Quadro al pizzo Tambò. A est circondata da pascoli e lariceti, l’idilliaca visione dell’alpe Avero, sovrastata dal pizzo Alto. A sud la Valchiavenna, il monte Legnone e le cime dell’alto Lario.  Una volta appagata la mente e l’animo con la bella vista godibile dal motto di Bondeno, ci rivolgiamo a est e nei pressi di una palina indicatrice prendiamo il sentiero che conduce ad Avero. Ottimamente tracciato e in leggera discesa, disegna un traverso sul versante sud della Cresta del Calcagnolo. Con continui saliscendi e attraverso un magnifico lariceto giungiamo al torrente Avero e subito dopo alle magnifiche baite dell’alpe Avero. Il rientro per la stessa via, e dal motto di Bondeno, magari variando a piacere il percorso, alla ricerca di nuovi ed ameni scorci panoramici.

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